Lorenzo Zelaschi
Photography

Living in Petra, living in the Stone.

Committente: autofinanziato   Data: giugno 2019   Luogo: Petra, Giordania

Nel maggio del 2019, mi stavo spostando attraverso la Giordania alla ricerca di una tematica originale sulla quale focalizzarmi quando, dopo un paio di giorni trascorsi – un po’ contro voglia – all’interno del sito archeologico di Petra, scoprii che ci sono ancora una quindicina di famiglie che vivono all’interno delle grotte scavate nella roccia al suo interno.

Per comprendere con esattezza di cosa stiamo parlando, è necessario sapere che la città di Petra, per i beduini che risiedono in quelle zone, è un forte polo attrattivo per quanto riguarda il loro sostentamento a proposito del lavoro nel campo del turismo.
Oltre vent’anni fa, gli abitanti di questi luoghi che abitavano nelle caverne all’interno del sito archeologico, erano infinitamente maggiori rispetto ad ora; durante il giorno lavoravano nei negozi di souvenir e bevande, o presso il maneggio situato all’ingresso del sito, oppure come guide turistiche, e alla fine della giornata tornavano alle loro abitazioni scavate nella pietra.

Tuttavia, alcuni anni fa lo stato, al fine di migliorare le condizioni di vita della gente, costruì quello che i locali chiamano “Bedouin Village”, cioè un paesino distante 2/3 chilometri da Petra, e costruito con case di cemento armato.

Tuttavia, come sappiamo, la parola “progresso” è piena di paradossi. Ciò che ne risulta è che – a Beduoin Village – le abitazioni, cosiddette moderne, sono peggiori delle grotte originarie, in quanto
non isolano dal caldo, o dal freddo, mentre le grotte riescono a fare entrambe le cose, per via dello spessore dei muri di pietra delle loro pareti; le grotte, inoltre sono più vicine al sito, ovvero al luogo di lavoro delle famiglie beduine, e le case con i muri di grigio cemento armato hanno un sapore, e un estetica, molto più squallide rispetto ai rosati movimenti sinuosi delle pareti e delle volte scavate nella roccia naturale.
Ad ogni modo, per loro fortuna, i beduini non sono inclini alle lamentele, e Bedouin Village trasuda di un’ottima energia.

Tornando a focalizzarci sulle grotte/abitazioni all’interno del sito archeologico è interessante osservare che sono molto varie, a seconda del benessere economico della famiglia; alcuni sono quasi totalmente spoglie – anche se tutte rigorosamente dotate di pannelli solari – e può capitare di trovare un lavatrice in una grotta priva di qualsiasi tipo di arredamento. Altre grotte – più rare – sono vere case, con mobili, tv, tappeti stesi sul pavimento, cuscini o divani, confortevoli e dotate di fascino e mistero.
Alcune famiglie, oltre a sostenersi grazie alle attività commerciali rivolte ai turisti, vivono anche di pastorizia, possedendo qualche capra e qualche asino.

Accanto, e all’esterno, del sito archeologico nel corso dei secoli, si è sviluppata una sorta di estensione della città di Petra, non troppo dissimile dalla sopra citata Bedouin Village, in quanto a realizzazione architettonica, ma con l’aggiunta di numerosi ristoranti, hotel e guest house, rivolti alle diverse fasce di clientela che andranno a visitare l’antica città.

Oltre alla famosissima Petra, esiste anche una sua sorella minore, denominata appunto “Piccola Petra” e distante non più di qualche chilometro dalla maggiore.

 

Commiteeself-funded   Date: june 2019   Place: Petra, Giordania

In May 2019, I was traveling through Jordan in search of an original theme to focus on when, after a couple of days spent – a little unwillingly – inside the archaeological site of Petra, I discovered that there are still a fifteen families who live inside the caves carved into the rock inside. To understand exactly what we are talking about, it is necessary to know that the city of Petra, for the Bedouins who reside in those areas, is a strong attraction in terms of their livelihood in the field of tourism. Over twenty years ago, the inhabitants of these places who lived in the caves within the archaeological site were infinitely greater than now; during the day they worked in the souvenir and drink shops, or at the stables located at the entrance to the site, or as tour guides, and at the end of the day they returned to their homes carved into the stone. However, a few years ago the state, in order to improve the living conditions of the people, built what the locals call “Bedouin Village”, that is a small village 2/3 kilometers from Petra, and built with reinforced concrete houses. However, as we know, the word “progress” is full of paradoxes. The result is that – in Beduoin Village – the so-called modern houses are worse than the original caves, as they do not insulate from heat or cold, while caves manage to do both, due to the thickness of the stone walls of their walls; the caves, moreover, are closer to the site, that is to the place of work of the Bedouin families, and the houses with the gray reinforced concrete walls have a taste, and an aesthetic, much more squalid than the pink sinuous movements of the walls and vaults carved out of natural rock. However, luckily for them, the Bedouins are not prone to complaints, and Bedouin Village exudes excellent energy. Returning to focus on the caves / houses within the archaeological site, it is interesting to note that they are very varied, depending on the economic well-being of the family; some are almost totally bare – even if all rigorously equipped with solar panels – and it may happen to find a washing machine in a cave devoid of any type of furniture. Other caves – rarer – are real houses, with furniture, TV, carpets spread on the floor, cushions or sofas, comfortable and endowed with charm and mystery. Some families, in addition to supporting themselves thanks to commercial activities aimed at tourists, also live on sheep farming, owning some goats and some donkeys. Alongside, and outside, the archaeological site over the centuries, a sort of extension of the city of Petra has developed, not too dissimilar from the aforementioned Bedouin Village, in terms of architectural construction, but with the addition of numerous restaurants , hotel and guest house, aimed at the different groups of customers who will visit the ancient city. In addition to the famous Petra, there is also a younger sister, called “Little Petra” and no more than a few kilometers from the largest.